Mostra Fenestrelle _ COME ALLA CORTE DEL RE

Come in una fiaba la corte del re rivive la vita, le imprese, il quotidiano di un’epoca ricordata per il suo splendore e la sua ricercata raffinatezza rivivono con ambientazioni ricercate nei piani so1terranei del palazzo degli ufficiali. Il contatto con la fredda pietra dell’antica prigione politica di Stato creano un’affascinante e unica suggestione.

La moda della moda
Se c’è una cosa che non passa mai di moda, è senza ombra di dubbio la moda. Fin dalla preistoria è servita agli uomini per comunicare agli altri il proprio gruppo di appartenenza, la propria classe sociale, il proprio modo di pensare, i propri gusti, l’epoca in cui si è vissuti. Uno può anche decidere di tenersi alla larga dalla moda, ma poi scopre di essere alla “moda dei fuori moda”, e rischia di diventare pazzo. Insomma la moda è onnipresente, onnisciente e onnipotente. È sempre esistita e sempre esisterà, almeno fino a che ci saranno due uomini sulla faccia della terra. Se poi sono due donne…

Il Settecento
Il Settecento, è il secolo che ha portato in maniera chiara ed evidente alla concezione moderna della moda, basata sui cambiamenti improvvisi del gusto; la sua principale caratteristica è stata la uniformità con cui le fogge del vestiario si sono manifestate in modo del tutto inequivocabile in tutta Europa. Così la riconosciuta supremazia politica ed economica della corte francese, dettò le regole dell’abbigliamento occidentale in Europa, per quasi tutto il XVIII secolo. In effetti, bisogna attendere la seconda metà del Settecento per vedere affermarsi le fogge inglesi, ispirate ad una maggiore razionalità, coerenza e sobrietà del costume.

Il Cicisbeo
detto anche “cavalier servente”, è uno dei personaggi più tipici della galante società settecentesca. Questo damerino, dalle maniere ineccepibili e galanti, si distingueva per eleganza nel portamento e nel vestire: originariamente non era altro che una sorta di governante al maschile che seguiva come un’ombra una nobile dama, di solito maritata ad un uomo potente che preferiva delegare ad altri il compito di aiutarla nelle sue faccende: la vestizione nel segreto del boudoir, accompagnarla nelle uscite pubbliche, al caffè e alle funzioni religiose. L’istituzione della figura del cicisbeo è il segno della gran considerazione che godeva la donna nel ‘700: il cavalier servente era infatti accettato dal marito come segno di prestigio e scelto dalla famiglia della sposa che stabiliva compiti e compensi già nei patti matrimoniali.

Il Boudoir
Il Boudoir era la camera privata di una signora – adiacente alla camera da letto – e fungeva da spogliatoio o da salotto. In essa la dama veniva vestita ed acconciata. Solo agli intimi era permesso accedervi. Questa stanza rispecchiava l’essenza della personalità della dama: la tappezzeria, l’arredo, gli specchi, tutto era scelto con cura, perché doveva contribuire a rendere l’atmosfera particolarmente piacevole ed intima, in quanto testimone di relazioni amorose, di pettegolezzi tra dame, di intrighi, ma anche di momenti di riposo.