Archiviati i recenti Giochi del Mediterraneo, Ivano Brugnetti Oro Olimpico ad Atene 1994 nella 20 km di marcia, assieme a Giorgio Rubino, Daniele Paris e Diego Cafagna, sono in ritiro a Sestriere dal 1 al 24 luglio. La nazionale azzurra di marcia è seguita da Antonio La Torre, allenatore federale, e dal fisioterapista Alessandro Caminiti e si sta preparando in vista degli ormai imminenti Mondiali di Atletica in programma a Berlino nel mese di agosto.

Per Brugnetti, rientrato dai Giochi del Mediterraneo con una medaglia d’oro nella 20km di marcia, si tratta del quindicesimo anno di allenamenti in quota a Sestriere. “Qui a Sestriere ho lavorato – ha dichiarato Brugnetti – per conquistare due medaglie d’oro: nella 50km ai Mondiali del 1999 a Siviglia e quella olimpica nella 20 km di Atene 2004, ed anche 9 titoli italiani, 2 argenti in Coppa Europa e tante altre vittorie. Sono particolarmente legato a questo fantastico luogo, mi trovo veramente bene, al punto che mi piacerebbe comprare un alloggio anche per venirci a trascorrere il tempo libero con la mia famiglia”.
Come sei arrivato ad allenarti a Sestriere?
“Ho iniziato da giovane seguendo l’esempio di altri campioni che venivano ad allenarsi proprio a Sestriere. Parlo di Gianni Perricelli, Anna Rita Sidoti, Betty Perrone, Erica Alfirdi. Seguendo loro ho appreso, sulla mia pelle, i risultati di un grosso lavoro di preparazione che si può fare qui a Sestriere, diventata quasi la mia seconda casa. Allenarsi e vivere per diversi giorni ad oltre 2000 metri d’altitudine, aiuta a superare i tuoi limiti. L’allenamento è ben più proficuo rispetto al medesimo fatto ad altitudini inferiori”.
Che effetto fa avere un sentiero a te intitolato?
“Ancora oggi, quando mi chiedono dove vado ad allenarmi, rispondo al sentiero della diga di Sestriere. È quasi una risposta di riflesso, quasi non riesco ancora ad abituarmici. Certo è che avere il Sentiero Ivano Brugnetti è una bella soddisfazione, soprattutto perché negli anni vedo che è sempre maggiore il numero di atleti e gente comune che viene ad allenarsi su questo fantastico percorso in quota”.
Sestriere è quindi una valida palestra naturale dove costruire i propri successi?
“Direi proprio di sì, pensando non solo alla mia esperienza ma anche a quella di tanti altri atleti di diverse nazioni e discipline che incrocio quando mi alleno qui a Sestriere. L’anno scorso sono stati in molti a prepararsi qui prima di andare alle Olimpiadi di Pechino. C’è tutto, tanti sentieri, tra cui anche quello intitolato a Gelindo Bordin, su cui lavorare, e poi ancora piscina, palestra, palazzetto dello sport, campo da calcio e pista di atletica etc…”.
Antonio La Torre, tecnico federale, sottolinea l’importanza dei training in quota. “Allenarsi in quota comporta indubbi benefici di tipo fisiologico. Per dirla in maniera estremamente semplificata: se atleti di alto livello come nel caso di Brugnetti riescono a fare a 2.000 metri di altitudine le stesse intensità e volumi di allenamento che realizzano a livello del mare, hanno fatto qualcosa di più difficile, spingendo un po’ oltre il proprio limite. Per questo continuerò a portare i ragazzi in quota”.
Pierluigi Fiorella, medico della Federazione Italiana della Federazione di Atletica Leggera spiega cosa cambia quando ci si allena in altura. “La minor concentrazione dell’ossigeno nell’aria comporta un incremento nella produzione di emoglobina, globuli rossi, da parte dell’organismo. Contemporaneamente la carenza di ossigeno determina uno sforzo maggiore a parità di intensità di lavoro a livello del mare. Variazioni individuali che cerchiamo di valutare in maniera tale da ottimizzare l’allenamento dei singoli atleti. Generalmente il consiglio che mi sento dare a tutti gli atleti è quello di iniziare i primi giorni in quota con un allenamento molto tranquillo e facile per questioni di adattamento e poi di proseguire impostando un lavoro più di sul volume piuttosto che sull’intensità. Gli allenamenti troppo intensi non sono per nulla costruttivi. Generalmente gli atleti che praticano sport di fondo sono quelli che beneficiano maggiormente degli allenamenti svolti in quota, anche se fondamentalmente tutti ne possono trarre dei vantaggi”.